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TALLA E IL SUO COMUNE

Morfologia – Topografia – Confini

Breve inquadramento storico

Popolazione

Morfologia – Topografia – Confini

Il Comune di Talla giace quasi completamente sulla dorsale del Pratomagno che emerse dalla fine del Miocene, (terzo periodo dell’era terziaria, 25 milioni di anni fa) si tratta quindi di una regione emersa in tempi recenti per cui gli elementi geologici coincidono con gli elementi morfologici.

Le formazione del territorio sono esclusivamente marine fatta eccezione di due minuscole vallette sull’immediato fondovalle dei torrenti Capraia e Lavanzone e una terza alla loro confluenza dove si forma una stretta valle a forma allungata, dove sorge il capoluogo del Comune; qui i terreni sono formati da depositi fluviali recenti (Olocene).

Per il resto del territorio le formazione sono marine e fra queste predomina, per almeno i 4/5, il macigno (oligocene) intercalate da varie altre rocce dovute a frane sottomarine (olistostromi).

Il macigno riveste interamente la dorsale Pratomagno che nel comune raggiunge quota 1425 metri di cima Bottigliana, e le diramazioni che da esse si staccano con direzione SO-NE per formare i contrafforti di Faltona e di Carda.

Dopo il magigno le formazioni più vaste sono a sud di Pieve Pontenano e sotto il monte Ferrato (Bicciano); si tratta di un complesso caotico formato da "Argille Scagliose" inglobanti elementi litoidi di dimensioni variabili.

Topografia e confini fisici amministrativi

Il territorio del Comune di Talla si estende sui contrafforti del Pratomagno per tutta la sua estensione, si tratta quindi di territorio esclusivamente montano di Kmq 60,16. il punto più elevato si trova a ml. 1425, quello più basso a ml. 314 lungo il Torrente Salutio in prossimità della località omonima.

Rispetto agli altri undici comuni del Casentino, in relazione all’estensione, Talla si trova all’ottavo posto come indicato nella tabella che segue:

comune

estensione Kmq

altitudine min. m.

Altitud. max. m.

1

Chiusi della Verna

102,32

486

1291

2

Poppi

97,03

326

1449

3

Bibbiena

86,41

317

1397

4

Castel San Nicolò

83,14

348

1593

5

Subbiano

78,24

254

1415

6

Pratovecchio

75,48

376

1520

7

Stia

62,71

424

1658

8

TALLA

60,18

348

1425

9

Castel Focognano

56,61

284

1527

10

Ortignano Raggiolo

36,45

319

1522

11

Montemignaio

26,06

560

1440

12

Chitignano

14,17

350

1263

(dal censimento generale del 4 febbraio 1951 vol. 1° fascicolo 41 Arezzo)

I confini amministrativi possono, in grandi linee, essere così riassunti:

a nord col comune di Castelfocognano pressappoco sul crinale della diramazione che dall’alpe di Santa Trinita raggiunge Carda. Qui il territorio del comune raggiunge il punto più settentrionale. – latitudine nord 43° 38’ 30’’ –

a nord est ancora col comune di Castelfocognano segue il corso del torrente Faltona fino alla sua confluenza sul torrente Salutio, che segue per un breve tratto fin quasi a Salutio, da qui pressappoco in linea retta fino alla Badia di Carnano dove raggiunge il punto più orientale - longitudine est 11° 37’ 22’’ –

a sud est col comune di Capolona da Badia di Carnano a monte Capannino pressappoco in linea retta con andamento NE – SO passando per il crinale dei Poggi di Carra;

a nord ovest col comune di Castiglion Fibocchi da monte Capannino, punto più meridionale – latitudine nord 43° 33’ 16’’ – a poggio Fonte Archese pressappoco in linea retta seguendo la sommità dei colli del passo della Crocina;

a ovest col comune di Loro Ciuffenna da Poggio Fonte Archese a cima Bottigliana, punto più occidentale – longitudine est 11° 45’ 42’’ seguendo il crinale del Pratomagno.

 

 carta politica della provincia di Arezzo, Talla è inserita nel Casentino, zona rosa: sono perfettamente visibili i confini con gli altri comuni

 

Il territorio del comune comprende sette frazioni unite al capoluogo da strade comunali carrozzabili asfaltate:

 

Distanza di massima dal capoluogo in ml.

Altitudine in ml.

Santo Bagnena

4.000

484

Bicciano

5.000

534

Capraia

5.000

639

Faltona

7.000

722

Pontenano

8.000

788

Pieve Pontenano

5.000

580

Bagno (Nassa)

5.000

400

Talla  

348

Il capoluogo è collegato dalla strada provinciale della Crocina con Rassina e con San Giustino Valdarno e dalla comunale di Monte Ferrato con Capolona.

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BREVE INQUADRAMENTO STORICO

Le notizie di seguito riportate sono interamente tratte da G. Beni – Guida del Casentino – Armandi – Firenze ’58 e da Emanuele Repetti – Dizionario Geografico Fisico Storico Della Toscana – Giovanni Mazzoni Firenze 1843 – ristampa anastatica del 1972

Se è vero che nel Paleolitico e, ancora in parte, nel neolitico, gli uomini vivevano sui monti, e in modo specifico nelle loro grotte, certamente essi scelsero quelli più fertili, cioè ricchi di acqua e di boschi, condizione questa riscontrabile anche oggi nel casentino.

È da pensare quindi che la vallata fosse intensamente popolata (per quell’epoca naturalmente) e infatti la notevole quantità di oggetti di pietra "lavorata" ritrovata, conferma questa tesi. Manca però ancora uno studio approfondito su questo argomento, per cui poco si sa degli insediamenti dei primi casentinesi.

Molto di più si sa sugli insediamenti umani in Casentino durante il periodo Etrusco, infatti sono stati ritrovati numerosi reperti di quell’epoca e un sepolcreto in località le "Tombe" fra Bibbiena e Poppi, (oggi, ironia della toponomastica, vi è un passaggio a livello piuttosto pericoloso) inoltre molte nomi di località che finiscono in "iena" sono da considerare di origine Etrusca.

Del resto la vicinanza di Arezzo, potente città, prima Etrusca, poi Romana, facilmente raggiungibile lungo la valle dell’Arno, non può che confortarci su queste considerazioni, inoltre il santuario etrusco-romano scoperto in adiacenza della Pieve Romanica di Socana, era sicuramente collocato lungo un’importante strada che, distaccandosi dalla antica via Cassia, attraversava gli appennini in prossimità del Monte Falterona, dove era collocato il famoso laghetto degli Idoli, per raggiungere le colonie etrusche della Romagna ed in particolare Adria, l’odierna Cervia, ricca di saline sopravvissute fino ai nostri giorni.

Appurato dunque che il Casentino era sicuramente luogo importante di insediamenti e transito, più scarse sono le notizie riguardanti il territorio di Talla che probabilmente era anch’esso attraversato da una strada che diramandosi da Socana attraversava il Protomagno per raggiungere il Valdarno Superiore.

Fu nel 1888 che una frana mise in luce, presso Talla, in una località che da allora si chiama "Bucacce", un sepolcreto Etrusco contenente un buon numero di urne piene di ossa umane. I reperti furono esaminati dal prof. Gamurrini di Arezzo che dai frammenti dei vasi riconobbe trattarsi di terraglie del IV secolo a.c.

Sicuri nel territorio di Talla anche insediamenti del periodo romano imperiale, infatti nel 1862, in località detta "Quota" fu rinvenuto un sepolcreto contenente i resti di un uomo e di un corredo di un centinaio di monete di bronzo del periodo degli imperatori Valentiniano, Teodosio ed Onorio, quindi del IV secolo d.c.

Questi gli scarsi riscontri relativi all’antichità, fino all’anno 1057, data in cui venne stipulato un documento in "Castro Talla" reperibile negli Annali camaldolesi (tomo 2^, 186).

Dal 1057 in poi Talla appare frequentemente negli Annali camaldolesi, sempre a proposito di contratti fra i feudatari del luogo e i vari priori delle Badie casentinesi che ottenevano o cedevano terre e servi. Occorre arrivare al 1249 per trovare Talla negli archivi del Vescovato aretino, in quell’occasione i castelli casentinesi si sottomisero al vescovo Umbertini di Arezzo. Iniziò così un periodo di continue guerre fra le varie fazioni favorevoli ad Arezzo o a Firenze fino alla pace di Sarzana del 1352, quando Talla fu sottomessa definitivamente a Firenze. Rimasero però fuori dalla sottomissione i Castelli che si ergevano in cima ai colli, pressoché inespugnabile per l’epoca, e dai quali uscivano bande di armati a saccheggiare i già magri raccolti delle popolazioni rurali di fondovalle. Fu agli inizi del 1500, finito il medioevo ed iniziata l’era moderna, che un capitano di ventura al soldo dei fiorentini, Vitellozzo Vitelli, riuscì a sottomettere e, purtroppo, a distruggere in gran parte, i numerosi castelli del territorio casentinese, fra i quali quelli di Monteacuto e di Bagnena, nel territorio di Talla, dei quali oggi rimangono solo poche traccie.

Nel medioevo l’attuale abitato di Talla era situato sopra una rupe in destra del torrente, all’altezza della confluenza del Lavandone con il Capraia, oggi chiamata Castellaccia. Allora vi dovevano abitare poche famiglie, del resto la chiesetta, ancora esistente sta a dimostrare l’esiguità della popolazione, la tradizione però assegna a questo luogo un evento importante, la nascita di Guido Monaco avvenuta in una casetta oggi sede di un piccolo museo della musica. Nel medio evo probabilmente la frazione più importante del territorio comunale doveva essere Pontenano, situata in un’altura facilmente difendibile e dalla quale si può ammirare, e controllare, le vallate del Casentino, di Arezzo e del Valdarno. Pontenano era ed è ancora oggi su una strada che collegava il Casentino al Valdarno, per la quale passavano greggi, merci e armati, circostanza questa corroborata dai ponti romanici, detti di sasso, che attraversavano i torrenti e dalla imponente Badia Benettina di Santa Trinita in Alpe, fondata alla fine del X secolo, situata nel territorio della frazione, allora potente fino ad avere una rappresentanza nella città di Arezzo, oggi ahimé ridotta ad un cumula di rovine. L’importanza di Pontenano nel XII secolo è documentata anche dal fatto che una delle famiglie più importanti di Arezzo, gli Accolti, fosse originaria della frazione, ciò documenta la possibilità di trarre da quel territorio, ricchezza ed uomini armati atti alla guerra. Evidentemente sulle pendici del Pratomagno si insediarono, nel VI/VII secolo, quei Longobardi che costruirono la loro capitale nel territorio casentinese a Subbiano, gente forte, determinata, capaci di conquistare un regno in Italia in pochi anni.

Della presenza di genti germaniche nel territorio di Talla vi è prova nel biondo dei capelli di molti pontenanini, e dal nome Talla che potrebbe derivare da un’antica parola di origine germanica, che significa piccola valle. Del resto le grandi selve di castagno e le grandi praterie delle sommità dei monti, ben si prestavano per estesi allevamenti di ovini e suini, allora importante fonte di ricchezze e potere.

Le imponenti vestigia della Badia di Santa Trinita in Alpe Il ponte di Sasso su una mulattiera alto medievale fra Capraia e Pieve Pontenano

Dopo il ’500 Talla è possedimento di Firenze e ben poco si sa, tranne che fu aggregata alla podesteria di Castel Focognano; distrutti i castelli, i nuovi padroni, spesso gli stessi di prima, avranno abitato ville e palazzotti, ancora presenti nel capoluogo, e avranno "spadroneggiato" in nome non più del Vescovo di Arezzo, o della Repubblica Fiorentina bensì del Granduca di Toscana, ormai signore di tutta la Regione. Il comune di Talla come è oggi nacque il 21 settembre 1808 quando il governo francese, variando l’ordinamento e le suddivisioni dei municipi esistenti in Toscana, istituì le "Mairie", i comuni, togliendo una parte di territorio alla podesteria di Castel Focognano, includendovi le popolazioni delle attuali frazioni.

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POPOLAZIONE

I dati che esporrò nel presente paragrafo, risultano dai resoconti per sezione dei censimenti generali dal 1951 al 2001 e dai registri anagrafici.

Per introdurre l’argomento è interessante riportare i dati dei censimenti effettuati dal Granducato di Toscana, innanzitutto per prendere atto del grado di civiltà e modernità dei nostri antichi amministratori e per rilevare che solo nell’ottocento, Talla, diventata capoluogo, cominciò a popolarsi, rimanendo comunque popolato da una minoranza rispetto alla popolazione del Comune che era invece concentrata nelle frazioni, in particolare a Faltona e nei due Pontenano, (uno oggi Pieve) dove evidentemente era possibile reperire più risorse, comunque ancora terribilmente insufficienti, per sopravvivere decentemente.

 

1551

1745

1833

1840

1843

Santo Bagnena 338 164 173 178 179
Bagno 222 242 95 - -
Bicciano 211 209 189 206 190
Capraia 87 96 186 237 222
Faltona 394 516 397 414 440
Pontenano di sotto 189 256 256 261
Pontenano di sopra 257 272 319 331
Talla e annessi 201 297 452 494 478

Annessi da altre comunità vicine

      116  
totale 1900 1970 2020 2220 2216

Da: Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana di tutti i luoghi del GRANDUCATO.

Di Emanuele Repetti Firenze 1843 (ristampa anastatica del 30 ottobre 1972)

Mancano i dati da metà ottocento a metà novecento, cento anni che non hanno cambiato la situazione nel numero della popolazione che rimane sostanzialmente invariata: 2216 abitanti nel 1843, 2348 nel 1951. Eppure si tratta di un periodo di grandi cambiamenti politici, nel 1861 muore il Granducato di Toscana, nato nel ‘500 e nasce lo stato unitario, il Regno d’Italia, nel ’64 Firenze diventa capitale. Evidentemente per le popolazioni, soprattutto rurali, non cambia niente, l’economia si regge infatti sulla mezzadria, nata in Toscana, e su una rete di piccoli artigiani, probabilmente allora la classe medio-piccola, meno povera dei mezzadri e degli stessi coltivatori diretti, proprietari di piccoli o piccolissimi poderi, ma il potere, anche politico, rimane nelle mani dei proprietari terrieri, i cosiddetti possidenti, che fra l’altro godevano del diritto di voto, attivo e passivo, in esclusiva fino al 1911, quando fu concesso il suffragio universale maschile.

Alla fine dell’’800 e all’inizio del ‘900 si ha tuttavia un fenomeno nuovo che cambierà per sempre la storia d’Italia e dei nuovi Paesi delle Americhe, l’emigrazione di massa. Anche Talla non sfugge al fenomeno, e molti abitanti lasciarono una vita difficile, povera, "allietata" solamente da un numero incredibile di figli, che morivano nei primi anni di vita come mosche, senza un futuro accettabile, classificati all’anagrafe, come figli di "miserabili", intendendo nel termine, oggi sostanzialmente negativo, una collocazione sociale diffusa di coloro che non avevano né casa, né lavoro, né professione, solo figli, e per questo presto chiamati più propriamente "proletari". Dunque non partivano, tranne rare eccezioni, né artigiani né mezzadri, ma "miserabili" che oltreoceano cercavano una vita migliore per loro e i loro figli; interessante a questo proposito è fare una piccola ricerca sul sito: http://www.ellisisland.org/, vi sono riportati i nomi e la provenienza di milioni di italiani che in quel periodo, emigrati negli Stati Uniti, passarono dalla quarantena di Ellis Iland, l’isola all’imbocco del porto di New York. Naturalmente vi si trovano tanti tallesi, anche Occhiolini, alcuni dei quali, trovato questo sito web, si sono messi in contatto con me per scoprire le origini comuni, anche se lontane, ma praticamente tutte le famiglie hanno avuto emigrati, fra gli altri lo zio di mia moglie, che è sempre rimasto in contatto con i suoi parenti, o lo zio di mia madre, del quale invece si sono perse le tracce. Non tutti andarono nel Nord America, e non tutti erano "miserabili", mio nonno omonimo, Ottone, poco più che un ragazzo, insieme ad un suo zio, entrambi falegnami, nel ‘900 andarono in Brasile a costruire case in legno nelle nuove città, vi restarono alcuni anni e riportarono un discreto gruzzolo che consentì a mio nonno di sposarsi e ad iniziare una vita dignitosa, ed allo zio di costruirsi una casa ed un futuro migliore.

I dati riportati di seguito sono relativi ai censimenti del ’51 e del ’61, il periodo di maggior presenza di popolazione, infatti negli anni sessanta iniziò un’inesorabile emigrazione che portò allo spopolamento delle Frazioni e l’abbandono dei poderi sparsi nel territorio.

Censimento generale 1951

località

vani

famig

vani liberi

maschi

femmine

tot. M/F

estero

presenti

ind. di affoll.

Talla

909

215

97

490

458

948

2

926

1,02

Pontenano

201

52

21

135

125

260

-

253

1,25

Capraia

131

51

27

88

63

151

-

152

1,16

Faltona

477

140

50

295

271

566

-

562

1,17

Pieve

227

50

22

118

106

224

-

224

0,98

Bagnena

195

48

8

120

113

233

-

231

1,18

Bicciano

208

45

5

152

136

288

-

286

1,37

totale

2348

581

230

1398

1272

2670

2

2637

1,12

Censimento generale 1961

località

vani

famig

vani liberi

maschi

femmin

tot. M/F

estero

presenti

ind. di affoll.

Talla

1123

211

290

415

387

802

47

765

0,71

Pontenano

204

44

58

101

79

180

13

142

0,88

Capraia

103

20

60

52

46

98

8

84

0,95

Faltona

564

104

148

198

197

395

17

338

0,70

Pieve

230

41

95

77

58

135

5

112

0,58

Bagnena

169

33

61

69

67

136

3

128

0,80

Bicciano

177

32

76

73

69

142

-

135

0,80

totale

2570

485

788

985

903

1888

93

1704

0,73

 

Andamento anagrafico nel comune di Talla dal ’51 al 2006

 

1951

1961

1967

1971

1981

1991

2001

2006

Talla

948

802

837

667

632

620

623

634

Santo Bagnena

233

136

117

88

89

96

73

90

Bicciano

288

142

98

74

88

88

85

70

Capraia

151

98

66

54

43

41

29

21

Faltona

566

395

372

313

296

279

270

261

Pieve Pontenano

224

135

114

96

71

57

48

55

Pontenano

260

180

109

78

59

56

49

51

totali

2670

1888

1711

1370

1279

1237

1177

1182

Dati da vari censimenti e dall’Ufficio anagrafe del comune di Talla

Dalle tabelle esposte il primo dato che emerge è l’enorme spopolamento avvenuto nelle frazioni dopo gli anni sessanta, quasi la metà della popolazione si è allontanata, mentre regge, a fatica, la popolazione del capoluogo. Cercherò di spiegare in seguito le ragioni di questo spopolamento, prima però analizzerò i dati risultanti dai censimenti esaminati. Nel 1951 la popolazione del comune ammontava a 2670 persone suddivise in 581 famiglie che occupavano 2348 vani con un indice di affollamento dell’1,12, mentre i vani liberi erano 230, dieci anni dopo la popolazione era di 1888 persone suddivise in 485 famiglie che occupavano 2570 vani con un indice di affollamento dello 0,73 e con 788 vani liberi. Da queste cifre si possono ricavare le seguenti considerazioni:

il numero dei componenti medi per famiglia passava da 4,5 del ’51 a 3,9 del ’61, indice questo che indica la diminuzione delle famiglie numerose, prevalentemente contadine, e cioè, molto verosimilmente, che queste erano emigrate o l’avevano fatto i più giovani;

I vani liberi passavano da 230 a 788 e l’indice di affollamento scendeva da 1,12 a 0,73, la popolazione aveva abbandonato le case meno ospitali, cioè le coloniche prive del minimo indispensabile e poste in località isolate, mentre si erano riadattati o costruiti nuovi 780 vani; esisteva quindi in questo settore una situazione di sufficiente benessere per fermare l’esodo della popolazione e infatti dal ’61 la tendenza diminuisce d’intensità;

La popolazione delle frazioni, come accennato, era di gran lunga superiore a quella del capoluogo, che invece manteneva il numero dei suoi abitanti, il numero ma non la stessa popolazione, avveniva infatti che molti mezzadri ottenuto, con l’apertura dei cantieri scuola, il libretto di lavoro, abbandonavano i pochi campi improduttivi sui monti, si trasferivano o direttamente nelle grandi città, dove il tumultuoso e confuso sviluppo edilizia necessitava di molta manodopera o in poderi più grandi in Valdichiana o nel Valdarno Fiorentino;

Negli anni ’50 ha luogo la seconda ondata migratoria verso l’estero, infatti nel ’61 93 persone, pur risultando domiciliati a Talla, risiedevano all’estero, si tratta di un fenomeno diverso rispetto a quello di inizio secolo, le destinazioni non sono più le Americhe, dove si andava per restare, ma l’Europa, in particolare Francia (Corsica) Svizzera e Germania. Questa volta si va con la speranza di tornare, ed infatti molte famiglie sono rientrate, anche se naturalmente tante sono rimaste, continuando però a mantenere forti contatti con i luoghi di nascita e con i parenti.

Fra le frazioni quella che aveva uno spopolamento meno massiccio era Faltona, qui infatti la grande maggioranza dei contadini erano e sono proprietari di piccoli poderi che lavorano ancora con cura, pur esercitando altre professioni.

veduta di Capraia Pieve il Palazzo Pontenano Fonte Boccetti a Talla

Dalla tabella riepilogativa sopra riportata appare evidente che dal ’51 al 2006 la popolazione complessiva del Comune è diminuita di quasi due terzi, passando da 2670 a 1182 persone con punte di spopolamento vistose nelle frazioni, emblematico il caso di Capraia con una popolazione ridotta di 7 volte.

Negli anni ’70 nasce un fenomeno nuovo, le piccole case contadine della montagna e delle colline, abbandonate dai mezzadri e dai proprietari, furono acquistate per pochi soldi da cittadini inglesi e, soprattutto, tedeschi, salvandole dalla rovina, e restaurandole senza modificarne le caratteristiche strutturali e paesaggistiche. Oggi alcuni di coloro che si erano trasferiti in Italia sono tornati in Germania, tornano per le vacanze, alcune delle loro case sono state riacquistate da altri, italiani o stranieri, rimane però ancora oggi una forte comunità straniera, che d’estate da un tocco internazionale a Talla e alle altre frazioni.

Oggi la popolazione si è stabilizzata, i piccoli poderi di proprietà sono ancora coltivati nel tempo libero, consentendo un incremento del reddito che non è più agrario, ma deriva da attività artigianali o da lavoro dipendente; intanto si è consolidato un fenomeno importante, nessuno è tornato a vivere stabilmente nelle case abbandonate negli anni ’50 e ’60, ma i figli e i nipoti di coloro che in quegli anni se ne andarono sono tornati per restaurarle e modernizzarle recuperando un patrimonio edilizio di prim’ordine, facendone seconde case per le vacanze e per il tempo libero. A questo proposito meritano una visita tutte le frazioni del comune con una particolare raccomandazione per Capraia che conservando la sua struttura medioevale è davvero un esempio di restauro compatibile perfettamente riuscito.

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